The 4 Steps To Never Going Broke

The 4 Steps To Never Going Broke

Saint Vincent Italian Alps

Money is an indispensable tool for a poker player. When you run out you can no longer play. Somehow it seems though, when it comes to swings and managing money, knowing ‘what’ to do with the money and knowing ‘how’ to do it are two very separate things. Here we’ll focus on the ‘how’.

It was the summer of 2008, and I was on a heater. A massive heater. I won, spent and lived as if it would continue forever. It’s funny how something as trivial as a card game can make one feel invincible.

Poker though has a way of humbling us. Many dollars later, I learned a painful, expensive lesson: winning is never as good as losing is bad. (…and this a tweetable 😉 ) Practically speaking, the more money you have the less you should worry about earning, and the more you should focus on defending.

It took me over a year to recover. I moved down dramatically in stakes (and ego) and did the only thing I could: grind. I focused on skills like how to manage money, assess risk and developed rules for deciding what limits to play or when to take shots. Here’s what I learned.

1) SET GOALS

The purposes of goal setting are plentiful: provide motivation for playing our best, make the game more fun and stimulating, track progress, and liberate us from the burden of choice. The lure of a big game is that one can win a lot of money in one session. But if I know that this month I want to play 100 hours and make $10,000 (assuming I expect to earn $100 per hour), suddenly, I am less compelled to take shots to get there. When I have a goal that is motivating, challenging yet attainable, I alter my priorities toward a less impulsive, long-term focus.

2) SHIFT THE FOCUS



If someone asks how I am doing in poker, my answer is the same: I am even. The logic is this. Right now there is only the present moment and in this moment, there is no change. Whatever downswing I had or hand I lost is in the past.

How does one even interpret the phrase “I’m winning?” Does it refer to today? A week? A year? I can always be up or down. The answer is arbitrary and changes depending on how I define the time frame. Winning and losing only exists in your mind. In the present moment you are always even.

I know I am doing this correctly when I don’t lament over folding for 10 hours. After all, if I am always even, then each hand is my first hand.

The only time I take a streak into consideration is when I feel that my opponents will play differently because of it.

3) PLAY WITH INDIFFERENCE

How do I know if I’m playing within my means? I want the game to be comfortable enough not to think twice about going all in on a bluff, but still sting a little if I am caught.

If I can pull the trigger yet feel a sting, it means I’m in the sweet spot.

4) TEST YOURSELF

I successfully play with indifference when I do not root for certain cards to come. Favoring an outcome could affect my decision-making.

Remember, the job of a professional is to process the information and use it to make the best decision possible without caring about the result. I can want to win without being emotional. And, after the session is over, I am free to celebrate. And I am also free to care.

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Losing a million dollars isn’t a problem…. if you have a billion. Regardless of stakes, one must ensure a sufficient supply to withstand the swings of the game.

So what swings can you expect? In cash games, at least 60 full buy ins are necessary. (At a $50/$100 game, with a $10,000 buy in, you need a $600,000 liquid bankroll). More is required for tournaments. I like to use these variance simulators for cash games and tournaments to see just how profound the role of luck is, particularly in tournaments, where the best player in the world can go a lifetime without winning.

For a more detailed look at the variance you can expect in poker tournaments, I highly recommend checking out this article ‘Can Your Poker Bankroll Handle MTT’s?’. It’s a good read and gives further insight into the swings you can expect to incur playing MTT’s.

Lastly, don’t confuse bankroll and net worth. They aren’t the same. The former should always be a slice of the pie. Only play with the money you allocated to poker and you’ll never go broke!

And now, I’d love to hear from you. What did you you learn from your swings? Share your experience in a comment! Your story can inspire others. 

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Il denaro è uno strumento indispensabile per un giocatore di poker. Quando finisce, non si può più giocare. Tuttavia, quando si tratta di swing e bankroll management, sapere ‘cosa’ fare con i soldi e sapere ‘come’ farlo sono due cose molto diverse. Qui ci concentreremo sul ‘come’.

Era l’estate del 2008, e stavo andando davvero forte. Le carte erano sempre dalla mia parte. Ho vinto, speso e vissuto come se potesse continuare per sempre. È strano come qualcosa di così semplice come un gioco da tavolo possa farci sentire invincibili.

Il poker ha un suo modo speciale per riportarci coi piedi per terra. Un grossa somma di dollari dopo, ho imparato una lezione dolorosa, costosa: vincere non è mai altrettanto eccitante di quando sia doloroso perdere (…e questo è un tweetable 😉 ). In pratica, più soldi si hanno meno ci si dovrebbe preoccupare di guadagnarli, e più ci si dovrebbe impegnare a tenerseli da parte.

Mi ci è voluto più di un anno per recuperare. Ho dovuto abbassare drasticamente gli stakes e ho fatto l’unica cosa che potevo: grindare. Mi sono concentrato su abilità come la gestione del bankroll e la valutazione del rischio, e ho elaborato regole per decidere a che livello giocare e quando a prendermi shots. Ecco cosa ho imparato:

1) FISSATI UN OBIETTIVO

Gli scopi del prefissarsi degli obiettivi sono molti: avere motivazioni per giocare al nostro meglio, rendere il gioco più divertente e stimolante, monitorare i nostri progressi e liberarci dal peso della scelta. L’attrazione verso giochi grandi è che si possono vincere un sacco di soldi in sola una sessione. Ma se so che questo mese voglio giocare 100 ore e fare $10.000 (supponendo di guadagnare $100 all’ora), improvvisamente, sono meno costretto a prendermi shots per arrivarci. Quando ho un proposito che è motivante, stimolante ma anche raggiungibile, modifico le mie priorità verso un obiettivo meno impulsivo, a lungo termine.

2) CAMBIA IL MINDSET

Se qualcuno mi chiede come sto andando nel poker, la mia risposta è sempre la stessa: sono even. La logica è questa. In questo momento c’è solo il presente, non c’è cambiamento. Qualunque downswing abbia avuto, qualsiasi mano abbia perso appartiene al passato.

Cosa vuol dire alla fine la frase ‘Sto vincendo?’ Si riferisce ad oggi? A questa settimana? A quest’anno? Posso sempre essere su o giù. La risposta è arbitraria e cambia a dipendere dal periodo di tempo a cui ci riferiamo. Concetti come ‘vincere’ e ‘perdere’ esistono solo nella nostra mente. In questo preciso momento siamo sempre even.

So che sto facendo il mio dovere quando non mi lamento di aver foldato per dieci ore. Dopotutto, se è vero che sono sempre even, ogni mano è la mia prima mano.

Gli unici momenti in cui prendo in considerazione i miei swings è quando temo che miei opponents giochino in modo diverso per prendersene vantaggio.

3) GIOCA CON INDIFFERENZA

Come faccio a sapere se sto giocando secondo le mie possibilità? Quando gioco, voglio sentirmi abbastanza a mio agio da poter andare all in con un bluff, ma nel contempo sentire una fitta di dolore nel caso che perda.

Se riesco a portare il mio bluff fino in fondo, ed avvertire comunque un senso di bruciore qualora lo scoprano, allora significa sto giocando con perfetto equilibrio.

4) METTITI ALLA PROVA

Sento di giocare con la giusta indifferenza quando non tifo affinché escano determinate carte. L’auspicare un certo risultato potrebbe influenzare il nostro processo di decisionale.

Ricordati, il compito di un professionista è quello di analizzare le informazioni ed utilizzarle per prendere la miglior decisione possibile senza preoccuparsi del risultato.

Posso sperare di vincere senza farmi prendere dall’emotività. E, a sessione finita, sono libero di festeggiare. E anche di preoccuparmene.

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Perdere un milione di dollari non è un problema…. se hai a disposizione un miliardo. Indipendentemente dagli stakes, ci si deve assicurare una cifra sufficiente per resistere algli swings del gioco.

E quali swings possiamo aspattarc? Nel cash game, almeno 60 buy-in sono necessari. (In un gioco da $50/$100, con un buy in di $10.000, serve un bankroll da $ 600.000). Più soldi servono invece per i tornei. Mi piace usare questi simulatori di varianza per cash games e tornei al fine di vedere quanto incida la fortuna, in particolare nei tornei, dove il miglior giocatore del mondo può passare una vita intera senza vincere mai.

Infine, non confondere il bankroll con il patrimonio. Non sono la stessa cosa. Il primo dovrebbe sempre essere solo una fetta dell’intera torta. Gioca solo coi i soldi che hai destinato al poker e non andrai mai broke!

Ed ora vorrei sentire la tua. Cosa hai imparato dai tuoi swings? Condividi la tua esperienza in un commento! La tua storia può essere d’inspirazione per gli altri! 

Saint Vincent Italian Alps

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Photography by Alec & Ambra Torelli

Pictures taken in Saint Vincent, on the Italian Alps during the IPT Grand Final

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5 Comments

  • Damien March 7, 2016 3:59 pm

    Great advice, Alec. This is something that I immensely struggled with when I first started playing poker. Being a noob, I used to think “Well I just lost x amount of money, time to raise the stakes to get my money back”. As I’ve become more serious about my game and done my homework over the past few years, I’ve realized that type of mentality is a sick gamblers mentality who thinks that by raising the stakes that he can miraculously overcome odds and win his money back. Truth is, I’ve had to work a lot on shrugging off tilt and knowing when to take a break when I’m losing. I’ve also learned the hard way not to play over my head. Again, great article, keep them coming!

    Quick question: if the fields are relatively small in MTTs you choose to play, or the cash games are relatively soft, do you feel like one can be flexible when it comes to setting strict minimum buy-ins? For example, someone wants to play $500NL but they only have 40 buy-ins. They also feel like the table is soft. What do you think?

    • Alec March 22, 2016 9:50 am

      Great question Damien. I think you can definitely take shots in bigger games when the time is right and the table is soft. It’s especially viable if you’re playing well and on an upswing.
      One caveat though: I’d do this much more freely in cash games where you can control the variables more and the variance is lower.

      Good luck man!
      Alec

  • Reggie Young March 7, 2016 4:13 pm

    Hi Alec, this article has helped me with my daytrading. I especially like the idea of thinking you are “about even” and focus on trading well and setting goals. It is hard in the heat of battle to remember it. Thank you
    Reggie

    • Alec March 22, 2016 9:50 am

      Awesome Reggie glad to hear that!

  • Todd January 25, 2017 9:40 pm

    Awesome comments and tips! I’ve written several articles about bankroll management as well, but I really like how you’ve focused on the mental aspect of it. This is an aspect of the topic that is rarely covered. I especially like your identification of the “sweet spot” that helps you identify whether you are playing at the right stakes for your bankroll!

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